Pitta a Chiocciola

La Chiocciola, così chiamata per la sua forma, è un formato più tipicamente diffuso nelle zone del crotonese; chiaramente parliamo dello stesso identico prodotto, ma il fatto che rimanga chiuso consente al ripieno di mantenere una consistenza leggermente diversa, non essendo a diretto contatto con l’aria in cottura.

9,9019,00

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Energia 356Kcal – KJ1460
Grassi 13g
di cui saturi 2,5g
Carboidrati 57,8g
di cui zuccheri 21,8g
Fibre 2,5g
Proteine 5,5g
Sale 0,2g

Dolce secco, privo di creme, anticamente preparato principalmente per feste nuziali.
La frutta secca, che costituisce il ripieno della sfoglia, viene accuratamente selezionata e successivamente miscelata

con gli altri ingredienti, perlopiù aromi, al fine di ottenere un tripudio di sapori e profumi.
È una ricetta intrisa di storia; i primi documenti risalgono al 1728, anno in cui la famiglia Giaquinta concedeva la propria figlia Angelica al possidente Battista Caligiuro, stilando un contratto di matrimonio in cui veniva anche specificato che: “…a far la bocca dolce ai commensali penserà la famiglia dello sposo che, a fine pasto, dovrà offrire la pitta

‘mpigliata, preparata anzitempo, curando che la pitta sia di finezza giusta.”

Il ripieno, composto di noci, uva passa, zucchero, aroma d’arancia, cannella, chiodi di garofano e liquori vari, viene preparato circa 12 ore prima e conservato ermeticamente in frigorifero, per consentire ai diversi ingredienti di amalgamarsi.

La sfoglia è ottenuta dall’impasto di farina di grano tenero con zucchero, olio, aroma d’arancia, liquori vari e altre spezie. Lavorata a mano con cura e delicatezza, viene poi farcita col ripieno e le viene data la forma voluta: a roselline (“Flores”), a “Chiocciola” o a doppio rotolo (“Pergamena”).

La cottura è lenta e a bassa gradazione, in modo che avvenga in maniera omogenea e che la sfoglia non subisca alterazioni nella sua consistenza.

Forte legame con la tradizione e la storia locale, qualità delle materie prime, selezione accurata degli ingredienti, attenta preparazione e cottura, ma soprattutto la maestria di chi opera, sono gli elementi che fanno la differenza e che rendono la pitta ‘mpigliata Dulcis in Fiore inimitabile.

Per i palati che non gradiscono l’uva passa, Dulcis in Fiore propone una linea di prodotto denominata appunto pitta ‘mpigliata ZERO UVETTA.

La ricetta, pensata prevalentemente per un pubblico più giovane, rimane pressoché identica, in quanto l’assenza di uva passa viene rimpiazzata dalle mandorle.

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